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Il dolore e le nostre ferite

Se le nostre ferite potessero parlare, cosa direbbero di noi?
Direbbero:
che abbiamo troppo paura di soffrire
che vogliamo cancellare tutti i nostri dolori
che vogliamo dimenticare tutto subito e ricominciare

E avrebbero ragione. Perchè noi cerchiamo di stordirci, di intontirci ... Oppure ci attacchiamo alla ragione e rimuginiamo di continuo " devo trovare un senso, un perchè, un motivo per quello che mi è successo.."Ma purtroppo la ragione, invece di soccorrerci, ci danneggia.Le soluzioni che tentiamo di adottare non funzionano.Più cerchiamo di cancellarle i ricordi dolorosi e più essi emergono, più forti di prima.Le ferite non si cicatrizzano: al contrario, continuano a sanguinare.E così siamo in trappola.Il dolore ci sommerge, ci sovrasta e noi "come una marionetta rotta con gli occhi caduti dal di dentro", ci sprofondiamo sempre più dentro fino a sentirci incapaci di sentire e di reagire...

Come possiamo far diventare le nostre ferite cicatrici che si vedono, certo, ma che non fanno più male?Facciamo questi passi:primo passo: le guardiamo, le riapriamo, le ascoltiamo secondo passo: diamo loro la voce che le avevamo tolto... e così, giorno per giorno, le attraversiamo...E finalmente sentiamo, " una catena che è caduta, un peso che si è staccato da me " (paziente Aurora) "un sasso che ho messo fuori da me"(paziente Francesco)E tocchiamo con mano che:
"si guarisce da una sofferenza solo a condizione di sperimentarla pienamente" (M.Proust) "se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre del sentire" (Pessoa) Passo dopo passo, sentiamo che il dolore che prima bruciava diventa sempre meno intenso. Riusciamo a prenderne piano piano distanza e a farlo sciogliere. Abbiamo costruito il nostro romanzo e sentiamo che" la vita è qualcosa da scegliere e da costruire mentre procede" (Ortega y Gasset). Il nostro futuro è ancora tutto da scrivere e il nostro presente tutto da vivere. Abbiamo cominciato a gestire la nostra vita.


Testi di riferimento
Cagnoni - Milanese. Cambiare il passato. Ponte alle grazie
Nardone. Psicotrappole. Ponte alle grazie
Nardone. Cambiare occhi - toccare il cuore. Ponte alle Grazie
Muriana, Pettenò, Verbitz. I volti della depressione. Ponte alle Grazie

Dottoressa Pierangela Bonardi
Psicologa Psicoterapeuta - Parma - Reggio Emilia

Ambiti di intervento

  • Infanzia e adolescenza
  • Management nelle organizzazioni
  • Problemi di gestione delle emozioni
  • Le avversità della vita
  • Problemi di coppia
  • Attacchi di panico
  • Disturbo post-traumatico da stress
  • Ansia generalizzata
  • Fobie nelle varie forme
  • Disturbi sessuali
  • Disturbi ossessivo-compulsivi
  • Disturbi alimentari
  • Depressione nelle varie forme
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Dottoressa Pierangela Bonardi Parma - Reggio Emilia

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Dott.ssa Dott.ssa Pierangela Bonardi
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Emilia Romagna 0907 dal 08/06/1993
Laureata in Pedagogia e Psicologia, Specializzazione in Apprendimento

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